TRAMA:
Nella villa sulla collina, oltre il cancello di ferro battuto, le pattuglie aspettano all'ingresso. Gli aloni bluastri dei lampeggianti nella pioggerella nebulizzata che riempie l'aria. La casa è stata già perlustrata e la ragazza non c'è. Il cellulare staccato. Segni di una colluttazione in soggiorno, schegge di ceramica spuntano dal parquet come denti di squalo. Tracce di sangue, un arabesco scuro come melassa che va verso una porta sul retro e prosegue nel parco, fra la ghiaia e l'erba. La recinzione di metallo è stata tranciata, un buco delle dimensioni di una persona spezza il verde delle piante rampicanti. Di là c'è il bosco. Qualcuno ha rapito la figlia dell'uomo più potente della città e il commissario Matthias Macrelli è quello che deve ritrovarla. Ex pugile, un passato segnato da un incidente che gli ha cambiato la vita, scoprirà nel corso dell'indagine un caso archiviato da riaprire, e l'esistenza di un senso nascosto delle parole che rivela il male e il dolore. Ma adesso, per prima cosa, bisogna chiamare i rinforzi. Perché il bosco è grande. E il mondo, là fuori, molto feroce.Ci sono libri talmente intensi che quando chiudi l’ultima pagina, ti attanaglia un senso di malinconia. Sai già che ti mancheranno quei personaggi a cui ti eri affezionata mentre i tuoi occhi divoravano le righe della loro storia. Ti rimarrà il desiderio per tutte le parole che avresti voluto ancora leggere e confidi nella bontà dell’autore affinché possa scrivere una nuova avventura. Ecco, “Il senso delle parole rotte” è uno di questi libri. La trama è ben strutturata, la scrittura scorrevole, lo stile narrativo in linea al genere giallo poliziesco, e ogni dettaglio è trattato e descritto in modo tale da rendere la vicenda il più reale possibile. Ciò che se ne evince è un lavoro curato sotto ogni punto di vista. Per chi come me ama i gialli, è stato esaltante leggere il libro di Massimiliano Giri. Di solito, quando mi accingo e leggere un libro del genere, riesco a scoprire quasi subito l’identità del colpevole. Beh, con “Il senso delle parole rotte” non ci sono riuscita. L’autore è stato bravissimo non solo a dare al lettore tutti i dettagli per poter arrivare alla soluzione del caso, ma anche ad articolare la storia in modo tale da dare una visione, se vogliamo, parallela e fuorviante. Solo quando i vari tasselli tornavano man mano nella loro giusta collocazione mi sono accorta che non c’era nulla di fuorviante, poiché ogni dettaglio di cui necessitavo era stato esposto in modo chiaro dall’autore. Ho avuto l’impressione, a un certo punto del libro, di trovarmi dentro una stanza degli specchi dove ero consapevole di stare in una situazione di realtà alterata senza però essere sicura dell’uscita giusta da prendere. Poi, però, l’autore mi ha accompagnata attraverso il senso pungente, spigoloso, eh sì, anche crudele, delle sue parole rotte, per condurmi a un epilogo degno di un giallo poliziesco di tutto rispetto. Interessanti i personaggi, li ho adorati! Ben strutturato il loro profilo psicologico derivante da un passato doloroso. Ho un debole per le anime nere, i maledetti, gli sporchi e dannati, quelli che sono in perenne lotta tra il bene del forte senso di giustizia a cui si votano e il male infernale derivante dalle urla dei loro demoni. Grazie alla loro complessità riescono a regalare una fioriera di emozioni, anche contrastanti, rendendosi inevitabilmente e terribilmente magnetici e affascinanti. Il commissario Macrelli è uno di quei personaggi che porterò nel cuore. Inutile dire che spero di leggere presto una sua nuova avventura.
Massimiliano Giri è un autore ed editor freelance. Cresce artisticamente nella scuola di scrittura professionale dell’editor Mondadori Franco Forte.
Autore attivo su più generi letterari, dall’horror al weird, dal thriller al giallo, dalla fantascienza alla spy story. Nel 2013 riceve una menzione speciale al Premio Algernon Blackwood. Nel 2015 e nel 2016 vince il Premio Giallolatino Mondadori (Collana Segretissimo). Nel 2018 si aggiudica il premio Urania Short Mondadori. Nel 2020 vince il prestigioso premio Alberto Tedeschi Mondadori. Suoi racconti sono stati pubblicati da vari editori fra i quali: Mondadori, Delos Digital, Nero Press, Watson Edizioni e sulle riviste Robot e Writers Magazine Italia.



