BIOGRAFIA AUTRICE:
Paola Tafuro è nata a Bologna nel 1980.Si è laureata in Sociologia, con una tesi sulla violenza di genere. Ha preso un Master in Counseling e si è occupata per diversi anni di violenza contro le donne. È stata vicepresidente della Commissione per le Pari Opportunità del comune di Trepuzzi per 5 anni.Parte del ricavato del libro, sarà devoluto al Movimento contro ogni violenza sulle donne.Profilo fb Libro PaolaProfilo Instagram Paola Tafuro 1980
LA MIA PERSONALE RECENSIONE:
Questo libro è stato per me una grande scoperta. L’autrice, attraverso la storia di Vichy, mi ha fatto entrare in contatto con realtà di cui sempre ben poco se ne parla, anche se il tema della violenza sulle donne è sempre vivo e ci tocca tutte da vicino. Ma andiamo per gradi, perché sono tante le cose da dire. Innanzitutto la scrittura di Paola è scorrevole e delicata, cerca sempre di usare termini che non possano urtare il lettore consapevole del fatto di trattare un tema molto sofferto. Si concentra sulle storie delle donne che entrano a far parte della vita della protagonista (Vicky, appunto), anche loro vittime di abusi e violenze. Lei vive un matrimonio con un uomo insicuro, che scarica sulla moglie le sue fragilità facendola sentire sbagliata. La tradisce e per tenerla legata pratica la violenza economica, ovvero le toglie l’indipendenza, la libertà, nonostante lei sia di famiglia benestante. La storia si ambienta nel Salento (Puglia) e proprio qui, in questa terra meravigliosa, Vichy incontra Maria, una donna più grande di lei che attraverso la sua storia (anch’essa vittima di abusi) e le conoscenze che le farà fare le apre le porte verso quello che sarà il suo destino. Insieme vogliono aprire una Onlus per aiutare le donne in difficoltà e quelle affette da HIV per colpa dei loro compagni o in seguito a violenze subite. Ma prima di realizzare questo sogno altre prove importanti le attendono. Non voglio svelare più del necessario, lascio al lettore che vorrà leggere questo libro il piacere di scoprire una vicenda sofferta ma dal finale che rincuora. Io, dal canto mio, voglio parlare dell’utilità di approcciarsi a “Una stella a mezzanotte”. Si entra in contatto, come dicevo, con realtà di cui poco si parla, si conosce la differenza tra femmicidio e femminicidio e si apprendono diversi tipi di violenza, non sempre riconoscibili. Per quel che mi riguarda mi ha aperto un mondo, nonostante io sia molto vicina al tema della violenza sulle donne di cui parlo nei miei scritti e che tratto attraverso attività sul web, perché non bisogna per forza essere delle donne abusate per sentirsi facenti parte del problema. E poi credo, che anche per colpa dell’educazione che un po’ tutte abbiamo ricevuto siamo tutte vittime di discriminazioni di genere. Questo libro a mio parere dovrebbe entrare tra le letture obbligatorie nelle scuole superiori, ragazze e ragazzi dovrebbero leggerlo per far conoscere loro un tema sempre troppo attuale. C’è bisogno che i ragazzi di oggi imparino a riconoscere alcuni allarmi che li mettano in guardia dal vivere esperienze svilenti e pericolose. Ci vuole educazione, formazione, affinché si smetta di sentire dell’ennesima donna morta, o violentata, o abusata, o svilita, usurpata nell’anima da una stremante violenza psicologica. Questo libro devono leggerlo tutti, ma soprattutto i giovani: le ragazze per metterle in guardia, i ragazzi per far avvertire il fastidio e perché no, il disgusto degli atteggiamenti sbagliati (e malati) di uomini fragili, insicuri e con problematiche che andrebbero curate. Ringrazio Paola (Paola Tafuro, l’autrice) per questo libro e io non posso far altro che consigliarvelo con tutto il cuore.
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